Leoni per Agnelli
Stasera sono stata a casa della mia amica Alice.
Cena sul divano e film.
Abbiamo visto Inglorious Bastards.
Bello avvincente quanto basta e abbastanza splatter. MoltoTarantino.
Finisce il film spegniamo il lettore e parte in automatico la TV.
Parte Rai1. Raggomitolato su una poltrona che sembra ingoiarlo c’è Morgan.
Stretto nelle sue piccole spalle e proiettato attraverso i suoi occhioni da cerbiatto,Morgan è placido, accondiscente, dimesso e parla con il tono di voce che si addice ad Heidi.
Il piccolo Morgan dice che lui è stato travisato, che la giornalista che lo ha intervistato ha travisato le sue dichiarazioni.
Lui è un malato, usa la cocaina come antidepressivo, che gli è stata consigliata da uno psichiatra,che se la cocaina non fosse illegale, gliel’avrebbe persino pescritta…
Vespa ribatte
“ma lei ha dichiarato di assumerla in basi”.
Nel frattempo la Livia Turco prende la parola e mentre parla inizia a piangere.
Livia Turco piange perchè ripensa a suo figlio che le ha racconato di come sia facile per i ragazzi trovare la droga ovunque . La droga è dappertutto (ma va? !!)
La Turco piange e dice a Morgan
“Lei è una persona vicina ai giovani,che manda dei messaggi, che li influenza,lei è seguito…”
e Morgan si raggomitola ancora di più sulla sua poltrona e con gli occhi enormi liquidi e languidi e dice
“Lei ha ragione..”
e spalanca ancora di più gli occhi, ma non riesce ad aggiungere altro.
Io e Alice siamo inpiedi scalze ci abbracciamo e non riusciamo a smettere di ridere.
Ogni tanto bisogna guardare la TV…
Ps per Morgan: Se non hai il carisma della Rock Star, non fare la pipì fuori dal vasino, perchè succede che i grandi si arrabbiano e ti tolgono i giocattoli e non resta altro a chi come te si atteggia a genio folle e dannato ma non ne ha stoffa, di dover anndare da Vespa a farsi trattare come un caso sociale,pur di continuare a lavorare in TV!
Il Diritto a Governare
Da ieri è stato sancito dal Guardasigilli Alfano un nuovo diritto “Il Diritto a Governare”.
Già perchè per fare in modo che un pluri indagato possa governare un paese, bisogna intessere un fitta e impenetrabile rete di provvedimenti, leggi, leggine “fatte su” per tenere in piedi un sistema ignobile capace di aggirare qualunque possibile infiltrazione di giustizia e decoro.
Bisogna poi convincere tutti ,che tutto questo lavorìo è giusto e fatto per la salvaguardia dell’interesse comune.
Ecco che nasce un nuovo e accattivante prodotto.
Ed ecco a voi Siori e Siore
il “Diritto a Governare”
Arte Fiera 2010
Quest’anno, sarà la crisi, ma Arte fiera si è rilevata più interessante degli scorsi anni.
I periodi di crisi e depressione, storicamente hanno nutrito l’arte.
Arte Fiera 2010 è apparsa più sobria, più stringata,ma più concreta.
Meno “artefatti” ma, più opere d’arte.
Il padiglione più interessante si conferma il 18 (Gallerie esordienti).
Ad ogni modo
Le frasi più belle che ho colto durante la mia visita:
Una ragazza avvicinandosi ad un ragazzo,disinvolta:
“Se vedo un altro Fontana, giuro che lo stacco dal muro, lo butto per terra e ci salto sopra!”.
Una signora al marito:
“Non si deve buttare via nulla!Quello che oggi non ha senso, domani potrebbe diventare un’opera d’arte.
Che poi non ci vuole arte,un’idea geniale: quello ci serve!”
Divertente!
Leggero
Da qualche giorno non leggo i giornali perchè m’incazzo,non guardo la TV perché è indecente…ascolto musica e ritrovo alcuni pezzi che mi ritornano in mente come questo.
Leggero…perchè a volte forse senti il bisogno di “sentirti leggero” e sententodi leggero scopri quanto è greve quello che quotidianamente ti sta intorno.
E scoprendo vecchie canzoni,scopri anche quello che sei, quello che sei sempre stato e quello che vuoi essere e ti ricordi di vivere in Emilia: terra di Rockers,di cantastorie.
Cara vecchia Emilia!
Si corre,si corre…si corre per abitudine, si corre perchè bisogna…più si corre e meno si arriva.
A volte quello che basta non lo si ricorda più.
Nulla basta mai.
C’è bisogno di leggerezza.
C’è bisongo di un mago e di una banda che suoni una musica leggera,inebriante,semplice.
“E le senti le vene,piene di ciò che sei e ti attacchi alla vita che hai…”
Leggero:
Credits to
Luciano Ligabue
Ci son macchine nascoste e, però, nascoste male
e le vedi dondolare al ritmo di chi è li dentro
per potersi consolare
godendo sui clacson.
Fra i fantasmi di Elvis ci son nuvole in certe camere
e meno ombrelli di quel che pensi.
Lo sapete cos’ha in testa il mago Walter
quando il trucco gli riesce non pensa più a niente?
E i ragazzi son in giro
certo alcuni sono in sala giochi
e l’odore dei fossi forse lo riconoscono in pochi.
E le senti le vene
piene di ciò che sei
e ti attacchi alla vita che hai
Leggero, nel vestito migliore, senza andata né ritorno, senza destinazione.
Leggero, nel vestito migliore, nella testa un po’ di sole ed in bocca una
canzone.
Dove passerà la banda, col suo suono fuori moda
col suo suono un giorno un po’ pesante
un giorno invece troppo leggero?
mentre Key si sbatte perché le urla la vena
pensi che sei fortunato:
ti è mancato proprio solo un pelo
e ti vedi con una che fa il tuo stesso giro
e ti senti il diritto di sentirti leggero
c’è qualcuno che urla per un addio al celibato
per una botta di vita con una troia affittata.
E le senti le vene
piene di ciò che sei
e ti attacchi alla vita che hai.
Leggero, nel vestito migliore, senza andata né ritorno senza destinazione.
Leggero, nel vestito migliore, sulla testa un po’ di sole ed in bocca una canzone.
“Con pazienza e vasellina…
L’elefante s’inculò la formichina!”
Eggià perchè non siamo altro che formichine,qui a parlare, scrivere,postare…
Noi che crediamo di poter cambiare le cose,noi che crediamo nella giustizia, che poi prima o poi le cose devono andare bene, che la gente si renderà conto di quello che è giusto e quello che è sbagliato.
Noi che crediamo che la mafia si possa sconfiggere e invece ce la ritroviamo ovunque.
La legge è uguale per tutti, ma sempre se non da fastidio a chi ha il potere a chi porta avanti i propri interessi sulle spalle di tutti.
Formichine inutili che sgambettano indifese e attonite.
Incredule che una legge possa essere studiata e proposta per rendere facile la vita a chi è disonesto.
La legge sul processo breve non riforma il sistema giudiziario; accorcia i termini del processo penale e disarma i giudici difronte all’arroganza del più forte a tutti i costi.
Rosarno: ai confini della realtà
Cosa dire di quello che è successo a Rosarno?
Succede quello che è già successo in passato e in un paese che ha la pretesa di autoincoronarsi “progressista” , “occidentale”, “Europeo”.
Succede che la diversità fa paura, che il diverso non ha valore, il diverso è un essere inferiore privo di dignità e immmeritevole di opportunità, di rispetto e dei fondamentali diritti dell’uomo.
In un paese occidentale evoluto, liberale e progressista dei rifugiati politici divengono bersagli di 4 balordi che per noia iniziano a sparare colpi contro due persone.
Due persone finiscono in ospedale in fin di vita e di esse non si sa nulla.
Non si sa chi sono, come stanno, come si chiamano… e non c’è nessun cronista che sgomita nelle corsie dell’ospedale per strappare un’intervista o carpire notizie.
Sono due persone, no sono due “immigrati” due “neri”, “niguri” come direbbe Martino…se fossero stati bianchi, italiani, ci sarebbero stati servizi e reportage a rotazione in tutti i tg, dopo tg e programmi per casalinghe disperate del paese.
I negri? In Italia hanno lo steso valore che avevano in Lousiana.
Un tempo c’erano le piantgioni di cotone in America, adesso ci sono le piantagioni di arance in sicilia, di pomodori in Calabria e di olive in Puglia.
Un paesuccio immondo questo in cui ancora si pensa di essere superiori al prossimo solo perchè più fortunati.
Come diceva mia nonna “Ci vo furtuna pure a nascia!” (Ci vuole fortuna anche a nascere).
Eh già.
C’è chi nasce a Cosenza, chi a Bologna, chi a Milano in famiglia medio borghese, che ti assicura una laurea, viaggi all’estero, Master posta laurea, una casa, uno-due -tre pc….e c’è chi nasce in Africa, in una casa fatta di sterco e fango, in mezzo alla guerra, cercando di scampare alle malattie e alle pestilenze, una famiglia che insegna che la fuga è l’unica via di soprravvivenza: la fuga in un paese “Occidentale”.
La fuga : c’è chi ha la fortuna di approdare in Francia o in Germania, paesi in cui esiste una politica, un sistema e una mentalità volte all’integrazione interraziale e una propensione crossculturale concreta.
Riesce a trovare un lavoro e a costruirsi una vita dignitosa.
C’è chi invece arriva in Italia e viene chiuso in un CPT per mesi e mesi, poi riesce a forse ad avere i documenti per restare in Italia o Asilo Politico.
Quindi adesso sei “a posto”, sei in regola, “un regolare” quindi non c’è più problema.
Poi un giorno vai a spasso e qualucuno ti spara addosso e cosa succede?
Che “i tuoi” si arrabbiano un sacco, e fanno casino e sai cosa succede?
Che ti mandano via, spaccano tutto radono al suolo le baracche misere in cui eri relegato a vivere e ti danno la caccia come se fossi una bestia da uccidere colpevole di essere Nero, di essere scappato dalla guerra e aver lasciato la tua famiglia in mezzo all’apocalisse senza sapere se la rivedrai mai.
Cosa succede nel paese occidentale, progressista, liberale e democratico in cui sei venuto a cercare una vita migliore?
Quel tale Maroni dice che la colpa di tutto questo è degli Italiani perchè sono troppo tolleranti con i clandestini!
Schifo,vergogna.
Portate panini e coperte!
Neve,è solo neve.
Nevica solitamente tutti gli inverni, in tutti i paesi d’Europa (o quasi).
In Italia nevica molto da venerdì scorso, le previsioni erano chiare da tempo: si diceva da un pò “La prossima settimana nevica!”.
Eppure non è che ci sono 6 metri di neve no, c’è del ghiaccio e della neve in media stagionale.
E cosa succede?
Treni bloccati, l’A1 chiusa,strade chiuse,città nel CAOS!
La risposta ufficiale di uno dei resposnabili di Trenitalia è
“Portate coperte e panini!”
che equivale a
“State a casa,non siamo in grado di affrontare l’emergenza neve!”.
Siamo nel 2009 quasi 2010 eppure i mezzi strategici dispiegati per sopperire ad una emegenza “maltempo” sono:
- Coperte
- Panini
- Sale Grosso!
Nìguri
Qualche sera fa ho assistito alla presentazione di Nìguri: il nuovo film di Antonio Martino.
Il film parla del CPA di Sant’Anna (KR) e della assurda situazione che si è creata.
Sant’Anna è un paesino di 500 anime in provicia di Crotone e vicinissimo ad Isola Capo Rizzuto, isolato e privo delle infrastrutture primarie.
Questo luogo si è trovato ad ospitare il CPA più grande d’Europa.
Il CPA di Sant’Anna,infatti, riesce ad accogliere fino a circa 1500 profughi provenienti prevalentemente dall’Africa.
Con la riforma dei CPT/CPA si è arrivati a deliberare che gli ospiti dei centri di prima accoglienza siano liberi di uscire dalle 8 alle 20.
Imaginatevi un paese di 500 anime che all’improvviso si vede arrivare un ondata di 1500 Nìguri (neri ndr) che si aggirano, ciondolando per il paese.
Essì perchè la legge Itliana prevede che i profughi che arrivano in un CPA vi restino senza documenti in attesa della scelta della commissione che deciderà la sorte di ciasuno.
Per legge la permanenza in un CPA non dovrebbe superare i 120 GG eppure queste tempistiche non sono mai rispettate,visto che la permanenza dei migranti si aggira circa intorno ai 180/250 giorni.
Queste persone arrivano in Italia spesso scappando dalla guerra o da persecuzioni religiose, sono persone che vengono nel nostro paese giocandosi l’utlima carta: la fuga.
Il film di Martino si svolge con una interessante contrapposizione tra il puntro di vista degli abitanti di Sant’Anna e quello dei profughi.
La narrazione si snoda fra riprese forti e originali,in perfetto “stile Martino” che surfano su suggestive musiche originali.
Il racconto narra come le due facce della stessa medaglie che si rincorrono, si scrutano ma che non si avvicinano.
Gli abitanti di Sant’Anna sono spaventati, si sentono invasi e reagiscono chiudendosi.
I profughi non capiscono perchè la popolazione è ostile, perchè non riescono a comunicare con i le persone locali.
Queste persone non capiscono perchè sono tenute lì a Sant’Anna in mezzo la nulla, senza documenti, senza poter lavorare, senza poter andare via, senza poter toranre indietro.
Alcuni implorano l’Italia di lasciarli liberi di andafre altrove “Io non voglio stare in Italia, datemi i documenti, voglio andare via da qui”
“Le giornate non passano mai, beviamo per passare il tempo, non abbiamo soldi, non abbiamo vestiti…”
Gli abitanti di Sant’Anna hanno paura di uscire di casa.
Gli immigrati protestano e occupano la Statale 106, gli abitanti di Sant’Anna protestano e occupano la 106.
Grottesco: una guerra tra disperati.
Entrambe le parti sono vittime di un sistema che non funziona, di uno Stato che dispone e che dimentica, di interessi in gioco troppo alti per curarsi dei diretti interessati.
Bibi è un ragazzo venuto via dal suo paese a causa della guerra dice “Io capisco che non ci vogliono, capisco che hanno pausa. Loro non ci sonocsono non sanno da dove veniamo e non sanno cosa vogliamo. Non è colpa loro! Io voglio stare in Italia per tornare a scuola, voglio studiare! Morale: spero che mi diano i documenti perchè voglio rimanere qui e studiare!”.
Bibi non ha avuto i documenti, è andato a Palermo, vive in stazione è stato aggredito e picchiato, è rimastio in coma per 10 giorni.
Molti, come Bibi, non ricevendo asilo diventano automaticamente clandestini, dopo aver passato 6/9 mesi in un limbo senza senso vanno in Sicilia, dove diventano manovalanza della mafia, oppure vanno al nord dove li aspetta un destino simile.
Lavori come quello di Antonio Martino dovrebbero essere supportati da una produzione e ricevere una diffusione su scala nazioanle.
Bravo Martì
Il colore viola
Della manifestazione di ieri, credo che quello che debba far riflettere,non sono tanto i numeri delle adesioni,
nè tanto meno le dichiarazioni,più o meno convincenti, degli esponenti dell’una o dell’altra parte.
La cosa più importante,quella che dovrebbe fare riflettere tutta la classe politica Italiana, è che
ieri è scesa in piazza non una folla indignata,ma un movimento compatto e deciso che si è dato una identità.
Un bandiera,un colore che identifica un movimento cosciente e determinato.
Tutte le grandi manifestazioni della storia sono state identificate da un colore,una bandiera.
Il colore viola fa sperare nella presa di coscienza decisa da cui potrebbe partire, finalmente,la rinascita politica del paese.





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