La mia Seconda #4sqconf

Ieri ho avuto il piacere di ripetere l’esperienza della conferenza dei Sindaci di Foursquare.
Come lo scorso anno, l’appuntamento era in via Frassinago 18 e l’organizzazione curata da Francesca, Roberto e Tommaso.
Location e accoglienza si sono confermate di altissimo livello.



















Ho apprezzato molto l’intervento di Fabio Cristi sulla Gamification. Interessante la riflessione circa l’abuso cui assitiamo del termine game o socialgame. Secondo la gamification un gioco dovrebbe lavorare secondo il principio di premiumness, ovvero, premiare un certo comportamento e la contempo punirne degli altri: quindi se con certo comportamento in ambiente di gaming acquisto dei punti; con il comportamento opposto devo perderne.
Spesso con il termine game venegono, invece, indicati dei semplici meccanismi di fidelizzazione o ancora meglio di “collezionismo digitale”.
Alcun games consigliati da Cristi: World Of Fourcraft, Booyah e Gbanga.
Mi sono divertita improvvisando isieme a Stefigno e Tommaso su alcuni modi bizzarri di utilizzare foursquare.
Ho avuto il piacere di incontrare di persona Vincos e di avere un piacevole scambio insieme a lui e Gluca sull’evoluzione di 4sqr.
La giornata si è conclusa con una improvvisazione di Stefigno che, da vero showman, si è cimentato nella spiagazione di 4sqr al Signor Lucio: un signore che passando da lì e, vedendoci con le fasce tricolore, ha pensato stessimo festeggiando il 150esimo anniversario de l’Unità d’Italia 😀
A voi la chicca finale della mia seconda volta al 4sqconf.

Sono tornata a casa con in mente un sacco di sorrisi e della bellissima energia e anche con dei contenuti su cui riflettere…e un sacco di gadget 😀

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Bologna: ritorno al futuro!

Il 17 Giugno scorso ho avuto l’onore e il piacere di partecipare come “ospite” al convegno Idee in Circolo organizzato dalla Regione Emilia Romagna con la collaborazione di TagboLab Sono stata invitata a prendere parte, in qualità di fondatrice di Girl Geek Dinners Bologna, alla tavola Rotonda dedicata alle on-line Community dell’Emilia Romagna.

Con me, allo stesso tavolo sedevano: Panzallaria per Donne Pensanti, Alessandra Farabegoli per Romagna Business Club, Matteo Fantuzzi per Know Camp, Roberto Ciacci per Bologna In, Giovanni Arata per Turismo Emilia Romagna, Anna Piacentini di Modena In e Marianna Roscelli di Creative Clusters; il tutto moderato da Gianluca Diegoli aka [mini]marketing.

Un panel piacevolissimo e divertente: eravamo tutti li’ a raccontarci e a raccontare di come sono nate le nostre community, di come ci ricolleghiamo al territorio e di cosa ci aspettiamo dalle istituzioni. La platea attenta ha partecipato attivamente  tramite twitter e domande dirette. Le cose più interessanti che ho sentito sono state le proposte relative alla domanda “Se fossi la PA, cosa faresti”, sono scaturiti spunti e proposte di accessibilità e trasparenza e buoni propositi. Al nostro panel è seguito il panel della PA con Leda Guidi e giovani esponenti della Regione, del Comune. Interessante sorprendente interloquire con la PA attraverso tweet e retweet: è successo più di una volta che i miei tweed fossero ripresi e girati come spunto di discussione. Sorprendente e di ispirazione. Eventi come questo lasciano intravedere un futuro prossimo carico di innovazione e eccellenze. Al convegno è seguito l’aperitivo di networking organizzato da GGDBologna: nuovi spunti, approfondimenti e nuovi progetti…

La mia giornata di Networking si è conclusa con l’abbraccio ai Green Geek in missione Wi Fi tour Bologna,  in Piazza Nettuno , una testimonianza gioiosa che trasmette la carica emotiva della giornata.

Che giornata Bologna, quante cose insieme, quante ne abbiamo viste e fatte, un città pazzesca, chi non ti vive non può capire.

I Heart Bologna.

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Internet risveglia le coscienze, non vince i referendum!

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Qualche giorno fa ho retweettato una frase di Jim Gilliam al Personal Democracy Forum
“I don’t have faith in the Internet, I have faith in people connected the through the internet!”.
Questo e’ quello che mi sento di dire oggi.
Leggo ovunque “Referendum: ha vinto facebook!”, non sono d’accordo.
Non ha vinto facebook: hanno vinto le persone, abbbiamo vinto noi e le nostre idee.
Questo tipo di superficiale analisi, a mio avviso, mira a sminuire la potenza del messaggio e la determinazione dei singoli.
Facebook e’, senza dubbio, un vettore veloce e diretto che moltiplica le opportunità di costruire un network in pochi secondi, ma il più potente e veloce vettore o connettore esistente, non sortirebbe alcune effetto, se non ci fossero dei contenuti veicolati da persone determinate.
Oggi abbiamo vinto noi, che comunichiamo in rete e usiamo internet per comunicare e diffondere idee e messaggi. Facebook ha fatto da collante e diffusore allo stesso tempo.
Il messaggio e’ stato diffuso, disseminato e moltiplicato attraverso facebook e twitter.
La politica non può più negare il ruolo dei nuovi media sulla comunicazione e sul modo di fare politica dei singoli individui. Tutto questo e’ nuovo, improvviso e sconvolgente e fa paura…avere libero accesso ad una rete di milioni di nodi a cui corrispondono milioni di cervelli che si connettono in una miriade di sinapsi attive e veloci, e’ un processo sconvolgente che porta a risultati sbalorditivi.E’ innegabile che fare politica ai tempi di facebook, e’ più facile perché e più facile esprimere una posizione e ricevere un feedback immediato, riscuotendo consensi o dissensi. E’ più facile e veloce creare un movimento grazie agli strumenti gratuiti e acccesibili che ci offrono i social networks: questo e’ l’aspetto più interessante della vicenda.
Chiunque, in pochi click e semplici passaggi, può costituire un centro di interesse politico destinato, nella migliore delle ipotesi, a divenire un movimento che pian piano inizia a mietere proseliti e a diffondere messaggi.
Internet ( il mezzo) veicola pensieri e concetti, la rete ( le persone in rete ) congiunge e avvicina le realtà simili e differenti offrendo ad esse nuove opportunità di crescita e confronto e di emancipazione.
Quello che e’ successo in Italia in questi giorni e’ proprio questo: le persone hanno preso posizione e hanno dato vita ad un movimento che ha coinvolto tutto il paese. Le persone si informano e riprendono interesse verso la politica e le informazioni. Dico questo con prove di caso concreto. Nella mia famiglia ho l’esempio dei miei genitori che dopo decenni di torpore mediatico televisivo e massmediale, hanno, con l’avvento di facebook, ripreso contatto con la realtà; interessandosi al dibattito politico e consultando fonti alternative di informazioni, cercando il confronto con gli altri.
I miei genitori hanno votato “SI” e hanno seguito lo spoglio con vivo interesse.
Non e’ facebook che denota il successo di un’operazione , sono le persone che elaborano i contenuti che fanno di un progetto qualunque, un progetto vincente.

Oggi in Italia Hanno vinto le idee, hanno vinto le persone e internet ci ha aiutato a diffondere le nostre buone ragioni e a comunicarle in modo fermo e convincente.
Le persone hanno preso coscienza e internet ha connesso le ragioni convogliandole verso un unico fine.
E immaginiamo che tramite internet un giorno si possa esprimere validamente il proprio voto, sia ai referendum, che alle elezioni.
Pensate a come sarebbe veloce lo scrutinio, quanto ne guadagnerebbe il quorum e quanti miliardi risparmieremmo.
Un giorno non molto lontano, tramite internet ci recheremo alle urne e allora il cerchio sara’ chiuso
#Italianrevolution

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How To:Steve Jobs presenta il nuovo Apple Campus al Consiglio Comunale di Coupertino.

Si parla molto di e-government ultimamente e a Bologna si parla di consigli comunali trasparenti cui presentare progetti per migliorare la vita della città.

Un esempio arriva ancora una volta dagli USA nella persona di Steve Jobs.

In questo video riportato dalla Couprtino City Council TV vediamo Steve Jobs alle prese con la presentazione del suo nuovo progetto per costruire il nuovo Apple Campus a Coupertino.

Jobs parte dall’ analisi del territorio analizzando dati di fatto concreti:

“Abbiamo acquistato questa area urbana, non abbiamo acquistato i palazzi adiacenti perché non sono in vendita” 🙂

L’analisi del progetto si snoda in modo chiaro e asciutto fra opportunità per la città e per gli abitanti, passando per l’esperienza personale di Jobs che racconta che la cosa
migliore che qualcuno abbia fatto per lui quando era giovanissimo, fu dargli un “summer job”. Ottimo esempio di Story Teling e quello che si chiama “Make it personal” quando si danno consigli su come rendere un progetto vincene.

Ma quali sono i punti di forza del progetto presentato da Jobs?
Eccoli tradotti in una slide asciutta e chiara, tratta dalla sua presentazione.

Concreti, precisi, condivisibili.

Alla domanda di uno dei consiglieri

“Perché la città di Coupertino dovrebbe trarre vantaggio dall’ospitare questo progetto di Apple?”
Jobs candidamente risponde “Prima di tutto Perché Apple vuole rimanere qui e continuare a pagare le tasse! In secondo luogo perché il progetto comporterà un grandissimo traffico di eccellenze intellettuali in città che faranno di Couprtino La propria residenza personale e professionale.

E in terzo luogo perché abbiamo previsto un risanamento del territorio. L’area che abbiamo scelto verra curata da uno dei più grandi esperti di piantagioni di alberi e ambienti, pianteremo alberi e renderemo la zona più salubre.”


L’intervento termina con un sindaco entusiasta che sfodera il suo iPad2 e chiede a Jobs di aprire un Apple Store a Coupertino, garantendo l’appoggio del comune al successo dell’operazione commerciale.

Si dica bene o si dica male, da quest’uomo c’e sempre da imparare.

Riflettete sugli elementi che si trovano in questa presentazione e teneteli a mente quando starete per scrivere il vostro prossimo progetto di successo.Quando poi sarà il moneto di presentare ricorate:

la sobrietaà di Jobs,

il sense of Humor,

la contestualizzazione dei vantaggi del progetto su finalità comuni,

la compostezza,

la semplicità.

Successo assicurato!

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12-13 Luglio i motivi per votare “SI”!

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iDEAMOCRACY:l’e-government in Emilia Romagna

Qando dico e-democracy a cosa pensate?

Di e-democracry e più in generale di e-government di parla da tempo per approfondire potete cliccare qui.

In parole povere l’ e-govenment è il processo di digitalizzazione delle pubbilche amministrazioni, processo lungo e delicato che non può non coincidere con la dematerializzazione degli archivi e l’informatizzazione dei contenuti.

Ultimanente ho avuto l’opportunità di occuparmi di e-democracy grazie al concorso iDeamocracy indetto dalla Regione Emilia Romagna.

Il concorso creativo consiste in una call to action (invito a prtecipare ndr) a far crescere la e-democracy in Emilia Romagna, proponendo delle idee con l’obiettivo di migliorare la partecipazione dei cittadini alla vita politica della propria città.

Mi è stato chiesto di dire la mia sull’iniziativa e sulla e-democracy in quanto fondatrice di Girl Geek Dinners Bologna e ho risposto con piacere alle domande degli organizzatori.

Ideamocracy Testimonials Video Gallery – Linda Serra from ideamocracy on Vimeo.

Ho trovato l’iniziativa fresca e stimolante e ho deciso di partecipare, proponendo una mia idea.
Sono partita dal concetto di partecipazione e condivisione, riflettendo su quali sono le cose che vorrei conoscere quando vado in giro per la mia città e cercando di progettare una applicazione che possa in qualche modo rispondere agli interrogativi che spesso sento ripetere a voce alta ai passanti per strada.
Quante volte mi e’ capitato di sentire:

“A ma se incontrassi il Sindaco gli direi come la penso…”

oppure quante volte mi incanto a guardare divertita i famosi “umarells” accerchiare i lavori in corso per strada interrogandosi su improbabili ipotesi di progettualità’ urbanistica.



Allora perché non provare a trasformare queste esigenze in opportunità?!



Ecco che nasce la città parlante:il mio contributo affinché l’ e-government diventi prima o poi una possibilità concreta attraverso cui migliorare la partecipazione alla cosa pubblica, che in quanto tale,dovrebbe essere di interesse e partecipazione collettivi.
La partecipazione attiva si stimola attraverso il coinvolgimento: il cittadino coinvolto partecipa perché sente di star preoccupandosi di una cosa propria, una cosa su cui esso stesso ha voce in capitolo.

La città parlante e’ la città in cui un giorno non troppo lontano, vorrei vivere: una città connessa in cui le barriere fra la città e i cittadini saranno abbattute attraverso la conversazione non filtrata e l’accesso diretto alle informazioni.Una città trasparente e attiva in cui le cose parlano alle persone e viceversa.


I progetti vincitori verranno premiati il 17 Giugno durante l’evento Idee in Circolo, organizzato in collaborazione con il laboratorio Universitario TagBoLab.
Save The Date!

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l’Italia Che fa sognare ancora

Ieri l’Italia mi ha fatto sognare ancora, oggi è un giorno nuovo,lo possiamo finalmente dire.
Ieri abbiamo appreso la notizia dell’esito dei ballottaggi da twitter. In rete c’era un rimbalzo di notizie e di esortazioni commovente.

Appena “suona la Campanella” in ufficio, ci troviamo tutti in Piazza Nettuno.

Ci siamo tutti, ci incontriamo ci salutiamo, ma soprattutto ci sono gli assessori, c’e’ il Sindaco ci si stringe la mano.
Merola sale sui gradini di Palazzo Re Enzo e parla ai presenti.
C’e’ anche Grillini,lo saluto con un

“Ciao Franco!”.

La musica manca, qma ci sono gli amici da Milano che ce la fanno arrivare da facebook e twitter.

Festeggiamo e non vorrei andare a casa, Bologna sembra tornata a sognare.

L’Italia ha scelto di cambiare ha scelto di risvegliarsi dal coma in cui era avviluppata da troppo tempo.

L’Italia ha scelto al giustizia e la dignità.

Da oggi possiamo dire che gli Italiani non bevono qualunque cosa venga trasmessa a reti unificate,l’Italia ha scelto di voltare pagina.
Siamo ancora un grande paese in grado di andare avanti e costruire un futuro possibile.
Da oggi ricomincio ad interessarmi di Politica.

Grazie Italia

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