Di chi è il 25 Aprile?

Calvino non aveva memoria e per ricordare il suo numero di matricola all’appello tutte le mattine (pena la morte per chi non lo ricordava) aveva forgiato un anello con inciso il numero,lo portava sempre al dito e quell’anello gli salvò la vita. Calvino fu preso in prigionia e venne deportato fra Grecia,Africa,Austria e Germania.

Calvino aveva un fratello Vittorio che ,mentre Calvino era prigioniero, rubava le mine ai Tedeschi,poi le metteva dietro ai camioncini che scendeva lungo l’appennino e da Bergonzano le faceva arrivare fino a Bologna.

Vittorio  da Bergonzano non è mai tornato con le sue gambe: sue madre andò a riprendere il suo corpo e lo trasportò giù dai monti con una carriola.

Ecco è a queste persone che dovrebbe pensare chi si accinge a festeggiare il 25 Aprile.

Il 25 Aprile è delle persone che hanno dato la vita per garantire la libertà di questo paese…e di quelle che nella libertà e nella democrazia credono.

Non dovrebbe esserci posto per  la volgarità degli ultimi arrivati che scavalcano le ultime file per scimmiottare balli isterici sotto l’occhio di bue.

Scimmiette opportuniste e capricciose, si pensi  a chi le prime file non le ha mai ambite; eppure ha donato la propria vita per il benessere di tutti.

Scimmiette capicciose che pretendono di cancellare la memoria e la storia di un paese,la memoria e la dignità di una generazione.

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Una risposta a Di chi è il 25 Aprile?

  1. Scesci ha detto:

    Calvino diceva sempre che non capiva come le persone potessero astenersi dal votare perchè c’è chi era morto accanto a lui per guadagnare questo diritto.
    Calvino diceva sempre che a volte è meglio tacere se non sei sicuro di quello che stai dicendo di una persona, perchè ha visto gente ammazzata per le menzogne di un altro.
    Calvino ha sempre avuto rispetto di tutti, parlava con il parroco ma non credeva, giocava a carte con “quelli di destra”, anche se era un comunista di quelli veri, ballava con una signora di Parma, anche se era un reggiamo DOC 🙂
    Calvino poco prima di morire, davanti alla tv, durante la nomina del nuovo papa, in puro dialetto reggiano ha detto “eg’niven mia bele avù a basta di Tedesc??”. Sante parole.
    Calvino a 92 anni era più lucido e “avanti” di molti trentenni che conosco
    Buon riposo nonno.

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