La mia "Prima Volta" al Parma Workcamp con le mie pillole 2.0

Quando Francesca mi ha chiesto di partecipare con un piccolo speech al Parma Workcamp, ho deciso di vincere la mia timidezza e di darle una mano.
Di comunicazione 2.0 e di aziende ne parlo in fondo tutti i giorni, quindi mi sono armata di Moleskine e ho buttato giù qualche appunto.

Ho improntato il mio speech su dei “piccoli”accorgimenti (aka Pillole)che le aziende e chi,come me , le accompagna a comunicare nei nuovi media dovrebbe tener presente.

Bene ecco le mie Pillole 2.0

1) Ascoltare.

Credo che prima di comunicare le aziende debbano imparare ad ascoltare. Ascoltare la rete, ascoltare gli utenti e comprendere il linguaggio e le metriche che si instaurano nei luoghi di conversazione on line. Chi vuole inserirsi in una discussione di cui conosce poco l’ argomento, deve prima ascoltare e “acclimatarsi” e poi pian piano, iniziare a muovere i primi passi. Irrompere in una conversazione “a gamba tesa” è spesso il peggior biglietto da visita da presentare agli interlocutori, e il modo più semplice per restare inascoltati.

2) Conversare

Strettamente conseguente all’ascoltare è il conversare. Se i mercati sono conversazioni e se è vero che l’epoca della comunicazione verticale può dirsi conclusa, è bene che le aziende che si affacciano ai nuovi media, per raggiungere l’utenza, imparino a conversare. Conversare rispettando le regole degli interventi, i paramentri di confronto, le regole di esposizione dei contenuti.

3) Diventare Utente

E’ un pò la regola più antica del mondo: giocare ad armi pari.

L’azienda che intenda comunicare negli UGM deve fare proprio il presupposto fondamentale di questi luoghi e divenire   User. Se gli UGM sono luoghi di scambio fra utenti, allora le aziende che vogliono comunicare in questi ambienti devono per forza di cosa, divenire esse stesse utenti; altrimenti saranno sempre viste come degli intrusi. Diventare utente significa fare propri gli strumenti, i mezzi e i luoghi della rete e soprattutto porsi in un’ottica di parità e reciprocità con gli utenti. Nessuno vi ascolta se non vi ponete sulla sua stessa linea d’onda, perchè dovrebbe?

4) Contestualizzare i contenuti

Esattamente come non è conveniente andare in spiaggia ad Agosto con indosso un cappotto, allo stesso modo non è conveniente agire nei nuovi canali di comunicazione , così come si comunicherebbe ad esempio in altri canali più tradizionali. Non è necessario bombardare l’utente di informazioni nei luoghi in cui gli untenti conversano.

E’ più efficace cercare di creare utenti informati, piuttosto che informazione di massa a tutti i costi.

5) Costituire un filo diretto con la rete

La comuincazione che intercorre fra azienda e utente deve essere reale: la comunicazione filtrata non funziona. Un’azienda che decide di comunicare investendo in conversazioni con gli user, non può esimersi dal conversare con la rete; anche perchè così facendo rinuncerebbe al reale valore aggiunto della comunicazione 2.0: lo scambio con l’utenza. Non bisonga delegare, l’agenzia può accompagnare l’azienda, ma non può e non deve sostituirsi ad essa.

6) Story Telling

Sapersi raccontare e condividere valori collettivi. Raccontarsi in prima persona e aprirsi alle storie degli altri è un ulteriore presupposto importante. Se decidete di aprire un blog aziendale, ad esempio, apritevi al racconto e preparatevi a commenti positivi, ma soprattutto a quelli negativi. In un dialogo che si rispetti, ci sono differenti punti di vista. I feedback negativi sono il vero valore aggiunto della conversazione 2.0 fra aziende e user. E’ grazie al feedback negativo degli utenti che si correggono le imperfezioni e si migliora la performance.

“Tutto qui”. Ecco come ho concluso il mio speech.

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4 risposte a La mia "Prima Volta" al Parma Workcamp con le mie pillole 2.0

  1. Luca Sartoni ha detto:

    dovrsti correggere qualche typo di troppo

  2. Grande Linda! Sono contento e ti faccio i complimenti. Ho assistito al tuo speech e sentivo il bisogno di vederlo anche scritto…brava!
    Essendo impegnato con te nella stessa trincea voglio solo aggiungere che ora le “pillole” vanno anche prescritte alle aziende che pare non vogliano sapere di curarsi…spiegando loro che alla fine di tutto è un gioco win-win: le aziende potranno migliorare i loro prodotti e servizi in funzione dei bisogni espressi dagli utenti e dunque in un certo senso lavorando “su ordinazione”…e gli utenti potranno partecipare alla progettazione di prodotti e servizi che soddisfano veramente i loro bisogni…quindi in qualche modo personalizzandoli….
    Credo che…molto in soldoni…alla fine stia tutto in questo processo
    Ci si vede in trincea : )

  3. lindaserra ha detto:

    Tipo?!:D:D
    Grazie arrivo…appena mi fermo con calma.
    Grazie per avermi letto!
    Ciao Luca

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