Questione di Reputation?

A parte le persone che ho incontrato,le belle chiacchiere che ho scambiato e la bella location posto e ovvio le Girls,quello che mi è piaciuto della GGD7 Milanese di venerdì scorso è stato il dibattito che si è innescato.
Alla conclusione delle presentazioni tenute dalle speaker (il tema della serata verteva sul Search Engine Marketing) si è parlato di come gestire la salavguardia di un brand nel caso in cui si verifichino delle crititcità: es. scoppia “il caso” e un pò di gente inizia a parlare male del brand nei lughi di scambio on line.
Qui l’auditorio si è diviso: da una parte chi sostiene di sfruttare le potenzialità del web per trasformarle in opportunità da cogliere; ergo approfittare delle tecniche SEO,( produzione si contenuti search engine compliant ovvero di contenuti resi ricercabili  dagli spider di google) per far balzare in testa ai risultati di google i risultati positivi.

Altri (Massarotto ndr)sostengono che agire così, a parte inquinare la trasparenza dei canali UGM (user generated media), produrrebbe risultati positivi solo nell’immediato,ma che prima o poi fanno acqua…ed è vero!

Una delle speaker (Bertoli ndr) interviene dicendo “Se l’azienda interviene subito la criticità sbollisce più rapidamente…” (parole sante!!) come lei stessa ha detto “Anche il silenzio comunica”.

Io ero presa a fotografare,ma sarei intervenuta volentieri, perchè è proprio di questo che ultimamente mi trovo a parlare con colleghi e “cugini” di altre agenzie.

Essendo venerdì sera ed essendo ad una GGD (che comunque è sempre un’occasione easy per fare delle chiacchiere) non abbiamo poi approfondito,ma mi sarebbe piaciuto continuare la discussione.

Tuttavia dentro di me una vocina ha acceso una riflessione che faccio spesso.
Ovvero: “Cosa si prova a stare dall’altra parte?”.
Credo che sia capitato a tutti e ne ho già discusso in alcuni post.
Per esempio se da utente-user-content generator (e come dir si voglia) ci si  trova a passare dalla parte di utente-user-strategic  planner che lavora nella comunicazione digitale,cosa succede?
Come ci si comporta?
Come si gestisce una situazione del genere, da utente-operatore del web, quando un cliente chiede di tamponare una criticità insorta a proprio carico?
E’ un pò come tirarsi delle freccette allo specchio?!
Questo è il nocciolo della questione.
La risposta credo che stia nel gestire la criticità in modo corretto e secondo la propria eticità,ma se tutto ciò non fosse possibile?
Se un giorno vi trovaste a non poter scegliere?
Io ci ho pensato e mi è venuto “male”.
Mi è per un attimo venuto su lo stesso sentimento di angoscia che provai quando durante il tirocinio legale (anni luce fa ormai) mi trovavo a difendere 8tramite l’avvocato dello studio) dei rei.
“Ognuno ha diritto ad un difesa”mi si diceva!” Finchè non c’è una sentenza,vige il principio di non colpevolezza!” ma col cacchio…io mi sentivo rimordere il fegato al pensiero.
Poi arrivava la sera  e a casa mi rifugiavo nel web,nel metaverso ad esplorare mondi incontaminati,progettare cose nuove e imparare tante cose che nessuno conosceva…
E allora?
E allora il discorso,come dicevo in incipit, è lungo e complesso…e la soluzione non credo ci sia; o meglio sta nella integrità e coscienza di ciascuno.
Si cresce,si cambia e i nodi vengono sempre al pettine.
E adesso devo rituffarmi in un progetto per un cliente…ma mi farei volentieri un giro nel vecchio, caro e nostaligico Second Life
Nostalgico come me oggi.
Mah… forse solo la primavera che arriva 🙂

Lalinda

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6 risposte a Questione di Reputation?

  1. bologna non dimentica ha detto:

    Cosa si prova a stare dall’altra parte?

    Magari giocarsi il lavoro per qualche testa di cazzo che scrive stronzate ai giornali… questo te lo sei mai chiesta?

  2. lindaserra ha detto:

    Bentornato Cuor di Leone!

    Who is?

    Delivered-To: linda.serra@gmail.com
    Received: by 10.100.201.14 with SMTP id y14cs164046anf;
    Thu, 26 Feb 2009 12:34:32 -0800 (PST)
    Received: by 10.224.54.141 with SMTP id q13mr2896911qag.113.1235680472556;
    Thu, 26 Feb 2009 12:34:32 -0800 (PST)
    Return-Path:
    Received: from smtp1.ord.wordpress.com (smtp1.ord.wordpress.com [74.200.243.204])
    by mx.google.com with ESMTP id 7si2476236qwf.50.2009.02.26.12.34.31;
    Thu, 26 Feb 2009 12:34:31 -0800 (PST)
    Received-SPF: pass (google.com: domain of donotreply@wordpress.com designates 74.200.243.204 as permitted sender) client-ip=74.200.243.204;
    Authentication-Results: mx.google.com; spf=pass (google.com: domain of donotreply@wordpress.com designates 74.200.243.204 as permitted sender) smtp.mail=donotreply@wordpress.com; dkim=neutral header.i=@wordpress.com
    Received: from smtp1.ord.wordpress.com (localhost.localdomain [127.0.0.1])
    by smtp1.ord.wordpress.com (Postfix) with ESMTP id E77C659C498
    for ; Thu, 26 Feb 2009 20:34:30 +0000 (UTC)
    DKIM-Signature: v=1; a=rsa-sha1; c=relaxed; d=wordpress.com; h=date:to
    :from:subject:message-id:mime-version:reply-to:mime-version
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    12Gqwfks6zV9kU=; b=cxjb/m2SMf4Byo+Rvmy1TpLlC1g3wfCgxs4DLZFSJ5mhl
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    DomainKey-Signature: a=rsa-sha1; c=nofws; d=wordpress.com; h=date:to:from
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    CMYJDT8yb4qSf8hc7YKMB+9Dwp1HFxoYrooak9AiDSaW70D/K6NJafqQuTsJuAWW
    TH8R31ZGcmi6Wfw==
    Received: from lindaserra.wordpress.com (unknown [74.200.245.226])
    by smtp1.ord.wordpress.com (Postfix) with ESMTP id CEF1459C2ED
    for ; Thu, 26 Feb 2009 20:34:30 +0000 (UTC)
    Date: Thu, 26 Feb 2009 20:34:30 +0000
    To: linda.serra@gmail.com
    From: bologna non dimentica
    Subject: [lalinda: I’m not bad I’m just drawn that way] Commento: “Questione di Reputation?”
    Message-ID:
    X-Priority: 3
    MIME-Version: 1.0
    Reply-To: “anti@komunista.it”
    MIME-Version: 1.0
    Content-Transfer-Encoding: 8bit
    Content-Type: text/plain; charset=”UTF-8″

    Nuovo commento all’articolo #735 “Questione di Reputation?”
    Autore: bologna non dimentica (IP: 193.200.150.125 , mail125.anonymouse.org)
    E-mail: anti@komunista.it
    URL :
    Whois : http://ws.arin.net/cgi-bin/whois.pl?queryinput=193.200.150.125
    Commento:
    Cosa si prova a stare dall’altra parte?

    Magari giocarsi il lavoro per qualche testa di cazzo che scrive stronzate ai giornali… questo te lo sei mai chiesta?

    È possibile vedere tutti i commenti a questo articolo qui:
    https://lindaserra.wordpress.com/2009/02/24/questione-di-reputation/#comments

    Cancella: https://lindaserra.wordpress.com/wp-admin/comment.php?action=cdc&c=283
    Marca come spam: https://lindaserra.wordpress.com/wp-admin/comment.php?action=cdc&dt=spam&c=283

  3. bologna non dimentica ha detto:

    Cazzo… l’aspirante hacker komunista ha sgamato il mio IP! E adesso come faccio?

    193.200.150.125 Who is? It’s Anonymous!

    http://www.ip-adress.com/ip_tracer/193.200.150.125

    Eppure ci lavori con le niu tecnoligiiis… hai idea di cosa sia un proxy e un anonimyzer?

  4. lindaserra ha detto:

    AHAHAH molto moolto di quello che tu possa credere!!
    Anonimo per te che sei un pivello…non per chi va al di là delle new technology for dummies 😉
    Torna a scuola

  5. Marco Massarotto ha detto:

    Non solo Linda, sostenevo anche un’altra cosa: che esiste uno squilibrio nel sistema di output di Google nei casi di criticità. I consumatori (giustamente) arrabbiati “fanno rumore” e contribuiscono a generare delle SERP che a volte sono fuorvianti, raccontavo di un caso in cui una decina di persone pensavano loro stesse di essere migliaia. E’ un tipico effetto del web.

    Le tecniche di Search Engine per “coprire” la bad “press” come dici tu sono un tappo temporaneo su google. Ci sono casi di crisi sfociate sui media mainstream o in telefonate o “visite in azienda”. Otretutto l’esempio portato da Daniela Trifone e la schermata in questione che mostrava in seconda posizione il “post incriminato di danneggiare la reputation online del prodotto in questione” era ulteriormente fuorviante. Sono andato a leggermi il post di blogosfere la mattina dopo e sosteneva esattamente che il difetto in questione era stato “gonfiato” dal web, quindi non era nemmeno necessariamente del tutto bad press o bad web 🙂

    Anche

    “Se l’azienda interviene subito la criticità sbollisce più rapidamente…”

    è tutto da dimostrare e dipende dalle situazioni. Può essere un buon principio, ma magari non applicabile. Lo spirito generale della mia osservazione era che una reputation crisis per un brand o un prodotto coinvolge delle complessità che nemmeno sono state sfiorate l’altra sera. In casi del genere pensare che entrino in gioco solo le “PR” è assurdo e quanto mai sbagliato. Quasi immediatamente si innescano l’ufficio legale dell’azienda, il customer care, gli stabilimenti produttivi, i dealer. Gente che spesso sta a migliaia di chilometri di distanza e che ha logiche, problemi, necessità di riservatezza quanto mai diverse.

  6. lindaserra ha detto:

    Ciao Marco,
    E’ giusto e condivisibile sostenere che è inutile fare delle PR on line se poi esse non hanno riscontro anche off line,non c’è nulla di più sbagliato.
    Come tu stesso affermavi l’altra sera, riservare ad un famoso blogger un trattamento speciale da parte di un customer care
    per spingere il fortunato a scrivere un post positivo sul brand; è controproducente se poi ad altri user non viene riservato lo stesso trattamento.
    Tuttavia capisco il pnto di vista di Daniela che, in quanto tecnico SEM, sapendo come gestire i contenuti in modo che essi siano ricercabili da google,sa come tamponare una situazione di emergenza attivando velocemente delle PR online.
    Credo che gestire delle criticità in modo veloce ed efficace sia una delle richieste più assidue che un SEM specialist si trovi ad affrontare quotidianamente.
    Io che di SEM mi occupo solo a latere ,mi sono sentita,alle volte,rivolgere delle richiesrte improbabili i cui esisti sarebbe ro stati disastrosi se portati avanti.
    L’opportunità delle Pr online è costituita dal facile ed immediato raggiungimento di un’utenza fortemente targetizzata, cosa che fa gola alle aziende e che allo stesso
    tempo rende efficace l’azione dei tecnici,ma che spesso può provocare dei disastri se mal gestita a monte.
    Credo latresì che le aziende che si aprono al 2.0 volenti o nolenti, debbano davvero entrare nell’ottica di idee che il consumatore è ormai un soggetto attento in continua ricerca di informazione e di confronto.
    Spesso le aziende si affannano a voler mettere a tacere i consumatori in caso di opinioni negative, quando invece dovrebbero cogliere l’opportunità di poter leggere nelle ciritiche degli utenti uno spunto per milgiorare la performance dei prorpi prodotti.
    Imparare da chi il prodotto lo usa realmente,ascoltare chi si intefaccia con i call center,o con il service della propria azienda, questa è l’enomre opportunità che le aziende dovrebbero saper cogliere.
    Se è verò che i mercati sono conversazioni,non si può pretendere di monopolizzare il confronto nel monmento in cui esso diviene poco “lusinghiero” per l’aienda.
    Ma questo è un altrro discorso 🙂

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