Caffè in Iran

Ho della commissioni da sbrigare e me ne vado in giro fra via Marzabotto e limotrofe.

Un pomeriggio in cui il cielo ha preso una pausa,ma comunque è incerto sul continuare o meno a buttere giù pioggia o rimandare tutto a domani.

Entro in un bar . Dietro il bancone c’è un uomo dalla pelle scura e gli occhi pieni di luce. Sta parlando con una ragazza, non seguo la discussione sto mandando un sms.

E’ il mio turno il barista mi si rivolge col sorriso scambiamo un paio di battute,poi non so come iniziamo a parlare della vita e dei giovani.

“Ma tu ti rendi conto di come siamo messi? Prendi questa ragazza che mandano in giro per vendere l’Enel piuttosto che l’Hera. Questa la tengono in giro per 3 mesi e poi figurati la manderanno via e tanti saluti e intanto ha 35 anni e non si rende conto che la vita passa che non sta costruendo nulla e che non avrà un pensione. Sai qual’è il problema? Siamo tornati ad inizio ‘900. I padroni comandano i ricchi sono ricchi e la gente comune deve lavorare a rotta di collo, fare due lavori per campare e non c’è più tempo per leggere, studiare, informarsi, stare con le famiglie, non c’è tempo per le relazioni interpersonali…ed ecco che si giunge alla regressione. Poca informazione, pochi interessi e pochi ideali e si prende tutto con leggerezza. non si riflette. Finito di lavorare bisongerebbe essere liberi e invece c’è chi deve fare 2 o 3 lavori. Non c’è più gioia,non ci si rilassa più. la gente anche per strada quando cammina, la vedi: non sorride…tutti pensierosi, crucciati…

La gente non sorride più perchè pensa troppo. Pensa ai soldi, ai debiti alle cose che deve fare…fare debiti, paghi fra 6 mesi…ma che sistema è questo?

I giovani,ma dico i giovani? Dovrebbero coalizzarsi, fare pressione e ribellarsi a questo sitema. Invece sono teste vuote, privi di ideali.

Io mi ricordo nei ’70 si lottava ci si ribellava adesso,nessuno capisce più nulla,tutti a correre avanti e indietro con la preoccupazion di portare a casa lo stipendio. Io sono venuto in Italia per studiare mi ricordo nel mio paese ci si ribellava e anche qui però.”

“Di dove sei?”

“Iran!” e si illumina in un sorriso bellissimo.

“C’è il vostro presidente in italia in questi giorni”

“Si lo so. Quell’assassino…io con la mia testa e con tutte le battaglie che ho fatto figurati se m’importa di quello. Lui ha rovinato il mio paese. Io è dal ’79 che non torno a casa...figurati. Dal ’79. Tutti venivamo in Italia per studiare e credvamo di tornare e invece. In Iran non c’è libertà di pensiero. Ci sono 110 dieci ragazzi condannati a morte. Provano a ribellarsi. Si stanno ribellando anche le ragazze. Io mi ricordo, le ho viste. Prima di partire nel ’79 si ribellavano non volevano coprirsi, portavano i jeans…e adesso anche sono loro che stanno portando avanti il pensiero progressista, le donne. Pensa, quelle che sono state sempre la parte più passiva a detta di molti.

Io nel mio piccolo ho comprato questo bar e cerco di appliacare le cose che ho studiato e gli ideali che ho smepre coltivato. Io credo nell’uguaglianza e nella parità e nella digità delle classi più povere.

Quindi faccio prezzi bassi. Cerco di comprare cose di qualità ma a prezzi modici così posso rivendere a prezzi bassi e le persone possono consumare. Per me anche 10 centesimi fanno la differenza,se riesco a far pagare una cosa 10 centesimi in meno per me è una grande cosa. Il caffè lo faccio pagare poco.

Vado fare io la spesa così risparmio e posso tenere i prezzi bassi e le persone possono venire al bar, consumare cose di qualità e spendere poco.

Perchè uno si deve approfittare degli altri? se una cosa la paghi 5,perchè la devi vendere a 20? Non è giusto…io cerco nel mio piccolo di lottare per le cose per cui lottavo da giovane.”

Non so che dire…ero entrata per un caffè…e ho conosciuto una persona fantastica.

Vado per pagare il caffè e lui mi dice “No, offro io questo!” e sorride ancora,mi porge la mano e mi dice

“Io son Khan e tu?

“Io Linda piacere!”

“Piacere mio Linda. grazie per le chiacchiere”.

“Grazie a te, grazie davvero. C’è bisogno di persone che cercano di rendere il mondo un posto più accogliente e c’è bisogno di persone che conducono lotte pacifiche come la tua.”

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3 risposte a Caffè in Iran

  1. Lawrence Oluyede ha detto:

    Ma che bello! Mi si riempie il cuore! Che fortuna che hai avuto

  2. exploradora ha detto:

    Bellissimo, Linda!

  3. Pingback: Nero per caso » Khan

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